Ultimo aggiornamento
24/10/05
 
 
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Vietnam Cambogia e partenza

06.02.03 La tappa per l'australia inizia bene!

Ieri sera ho preparato con gran cura ogni particolare per la partenza. Ho prenotato in agenzia il minibus per l'aereoporto e ho riorganizzato il mio nuovo zaino da 40 litri comperato a Hoi An (Vietnam). L'altro l'ho spedito via nave in italia, insieme a un po' di roba comperata in questo periodo.

Insomma ieri sera ho eliminato tutta la cianfrusaglia in modo da avere uno zaino leggero e compatto. Alla fine ero molto contento e orgoglioso del risultato ottenuto.

Il peso ora e' di soli 7.5 kg e potrei eliminare ancora roba! Comunque cosi' mi sento pronto anche a partecipare ad una maratona per backpackers. Prima di andare a dormire ho puntato due sveglie, una alle 5.20 e una alle 5.30. Il volo era alle 8.00 Alla mattina tutto ok, mi dirigo al punto d'incontro per essere prelevato ed aspetto. Dopo un po' dato che non avevo nulla da fare guardo la ricevuta per il bus ........ !!!!!! SCEMO!!!! L'appuntamento era un'ora prima!!! Mi scaravento su un taxista (molto gentile) e gli dico di portarmi all'aereoporto con urgenza, prima pero' non dimentico di contrattare  il prezzo, he si ... bisogna anche in questi momenti :-) !!! Comunque alla fine e' andato tutto per il meglio, infondo avevo ancora molto tempo. Ora che lascio l'Asia, inizio a pensare alle tante belle cose che ho visto e fatto, e che non vedro' piu'. In particolare mi manchera' questa gente, che con la loro semplicita' e la loro gentilezza mi hanno lasciato un bel ricordo di questi posti. Saigon e' stata una citta' interessante, completamente diversa da Hanoi.

La capitale da un punto di vista architettonico e storico e' sicuramente piu' interessante. Ma per me era anche piu' stressante. Saigon ivece sembra piu' una citta' di tipo occidentale, forse non ha molti punti storici rilevanti, comunque pur avendo 6-7 milioni di abitanti come Bangkok sembra piu' vivibile di quest'ultima.

A Saigon ho potuto anche osservare la laboriosità di questo popolo.

Alla mattina alle 6, quando sono partito per il tour sul Delta del Mekong + passaggio alla Cambogia, ho visto le strade garnite di gente. I negozi gia' aperti, tutti che stavano gia' girando per le strade occupati a fare quello che fanno per tutto il giorno, ovvero .... lavorare ! Qui si lavora 13 ore al giorno per 6 giorni la settimana. Non fanno mai ferie ad eccezione del nuovo anno Cinese, il primo febraio che qui in Vietnam viene festeggiato anche per 9 giorni consecutivi. In questo periodo per un turista qui la vita puo' diventare difficile perche' tutto e' chiuso, anche i ristoranti. In questi giorni bisogna lottare per la soppravvivenza!

Il tour sul Mekong e' stato emozionante e pieno di sorprese. Ero in buona compagnia. Prima con una piccola barchetta abbiamo passato vari canali del  fiume, in cui tanti vivono di pesca, facendo una vita molto tranquilla. Passare per questi canali in mezzo alla giungla ricorda un po' alcune immagini che si vedono nei film di guerra (!!!) del vietnam. Sul ponte di una nave piu' grande invece, abbiamo trascorso il pomeriggio sempre osservando le rive di questo immenso fiume che se non ricordo male, nasce in nepal e passa per la Cina, Laos, Tailandia, Cambogia e Vietnam.

Il giorno dopo invece sempre in barca ho passato la frontiera  per arrivare alla sera a Phnom Phen, la capitale della Cambogia, uno dei paesi piu' poveri al mondo (qualche d'uno mi ha detto il sesto) e' motlo bella. Passando il confine salta subito all'occhio l'arretratezza di  questa nazione, avevo una sensazione simile anche in Laos.

Vedendo i paesi con case e capanne interamente in legno, in cui la gente sembra vivere di sola agricoltura. Persone molto semplici vestite con poche umili cose.

La vita di questa gente ti trasporta in un'altro mondo, un posto dove cio' che conta e' la dimensione umana. E' difficile descrivere l'esperienza che ho avuto stando vicino a questa gente, anche perche' io stesso non riesco bene a realizzare cio' che provavo e vedevo.

A Phnom Penh ad esempio sono rimasto colpito da un fatto apparentemente banale. Il giorno dopo essere arrivato ho girato per il centro. Vicino alla mia guest house ho osservato due bambini simpaticissimi che giocavano con una bici, gli ho fatto una foto e loro erano contentissimi della cosa, tanto che si mettevano in posa e volevano che glie ne scattassi delle altre, prima di andare gli ho lasciato due caramelle. Il giorno dopo al ritorno da un'altro giro in citta', mi si  avvicinano due bambini sorridenti, al momento non li avevo riconosciuti perche' di bambini qui se ne vedono proprio tanti, comunque erano gli stessi del giorno prima. In borsa avevo alcune baguette allora ne ho presa una e glie l'ho data. Al momento il piu' grande mi ha guardato in maniera strana, pero'  ha allungato la mano continuando a guardarmi allo stesso modo. Io non riuscivo ancora a capire. Preso il panino si e' spostato dietro un'angolo. Lo stavo seguendo per capire cosa succedeva e dietro l'angolo vedevo che stava cercando con fatica di spezzarlo in due. Allora ho ripreso la baguette per spezzarla io. Quando ho visto i due azzannare il panino ho capito cosa era successo. I due probabilmente era da tanto che non mangiavano pane, doveva essere proprio una cosa speciale per loro. Con cose di questo tipo si e' spesso confrontati in questi paesi, piccole cose che fanno riflettere.

Phnom Penh mi e' piaciuta per le sue strade con edifici coloniali, per i suoi molti monumenti, per il sciccoso viale lungo il fiume, per i molti bambini che si incontrano ovunque giocare per le strade. Anche la mia guest house mi piaceva, era una casa galleggiante sul laghetto che si trova sempre in citta'. Alla sera si poteva osservare un sugestivo tramonto. Il lago era completamente circondato da case in legno, che si rispecchiavano in questo laghetto e che si colorava di un rosso scuro al tramonto. Vi assicuro che era molto suggestio :-)

Il viaggio da Phnom Penh a Siem reap e' stato un'altra avventura. Doveva durare circa 6 ore, invece ce ne sono volute 11 - 12.

Il primo bus dopo un'ora e mezza di buche e sabbia si e' fuso il suo sostituto, arrivato da Phnom Penh, non ha potuto fare molto meglio. Si e' rotto due volte ma e' riuscito ad arrivare a destinazione. Durante le fermate pero' non ci siamo annoiati. Specialmente ad una dove ci siamo bloccati al centro di un  piccolo villaggio, pochi minuti dopo la nostra fermata eravamo circondati da bambini e adulti, curiosi di vedere questi strani turisti. :-) C'e' voluto poco per riuscirli a coinvolgere, qualche foto, socializzazione a mo di gesti e tanti sorrisi. Circondati da un panorama che ricordava la savana africana, la terra rossiccia colorava ogni cosa: campi, case, il nostro bus e noi stessi.

A Siem reap ho potuto gustarmi in una maratona contro il tempo tanti bei templi mozzafiato di Angkor. In questo posto sacro i Khmer piu' di mille anni fa hanno iniziato a costruire i loro templi (Wat) e per 600 anni le varie dinastie hanno continuato ad erigere opere d'arte come Angkor Wat. Alcune sono molto maestose, altre enigmatiche, io preferisco quelle immerse nella giungla. Ho scoperto questa mia predilezione dopo aver visto Palenque in Messico.

Ho lasciato la Cambogia quasi come un fuggiasco, dato che pochi giorni prima a Phnom Penh i cambogiani avevano dato fuoco all'ambasciata Tailandese e a varie imprese Thai. I rapporti bilaterali si erano in questi giorni irrigiditi tanto da far chiudere tra i due paesi le frontiere, solo per i turisti era possibile passare.

Cio' che ho scoperto stando in Asia e' che i vari paesi sono molto in contrasto tra di loro, non vi e' molta cooperazione.

Non scordero' la cambogia sopprattutto per la sua triste storia recente. A Phnom Penh ero andato a vedere (l'S21) la scuola superiore che  Pol Phot aveva trasformato in una prigione riformatorio, un lagher in altri termini! Vi aveva deportato 16.000 persone. Innocenti che erano stati accusati di essere alleati del nemico (capitalista). Queste migliaia di persone, sono state qui torturate, seviziate e uccise. Solo 7 sono sopravvissuti. Al 'Killing field' si possono vedere le fosse comuni, sparse anche in tanti altri posti nel paese. I khmer rossi hanno ucciso 2 milioni di cambogiani( su una popolazione di 8 m.). Ogni famiglia ha subito almeno un lutto, ma cio' che era altrettanto  terribile e' che nel paese ha regnato per anni il terrore totale. Nessuno si fidava piu' del prossimo. Si era arrivati al punto che anche all'interno di una famiglia non si discuteva e non si parlava di cio' che accadeva. Questo per la paura di essere accusati di qualche cosa e quindi deportati.

Bangkok e' stata l'ultima tappa asiatica. Dopo 3 mesi di vagabondaggio per l'Asia, ho rivisto questa citta' con occhi completamente diversi. Le sensazioni che avevo camminando per le strade era diversa,  questo perche' tutto mi sembrava piu' familiare, tutto quindi era piu' semplice. A Baglanphu nel quartiere dove alloggiavo, non scordero' le vie affollate di giovani backpackers, di ogni nazione e colore che ogni sera riempivano le strade, i bar, i ristoranti e i negozi dedicati interamente a questo tipo di turisti.

Ciao Asia, ci rivediamo he??? :-) A presto!

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